Tradizioni Sarde

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Nella società attuale, basata sulla tecnologia e sull’omologazione, il mantenimento delle proprie origini e delle tradizioni popolari è di primaria importanza per poter conservare una propria identità. La Sardegna, terra antica, ha sempre mantenuto e valorizzato il legame con le proprie tradizioni, sopratutto quelle religiose. Non c’è mese dell’anno in cui non ci sia una festa in qualche paese dell’isola. La grande maggioranza di queste sono concentrate nel periodo che va da aprile-maggio ad ottobre.

MerdulesCome tutte le società con prevalenza di attività agro-pastorali in Sardegna la vita quotidiana era scandita dai ritmi dell’anno agrario. Da queste regole legate alla terra ed ai suoi cicli produttivi, nascono le feste, vissute come momento di aggregazione tra la gente, come attimo di preghiera, con la elaborazione di riti propiziatori per la riuscita delle colture, o per placare epidemie e carestie.

Negli ultimi decenni alcune celebrazioni sono andate un po’ perse, a causa anche della frenesia della vita moderna. Oggi però c’è una maggiore consapevolezza nel ricordo delle tradizioni, e si assiste ad un risveglio e ad un tentativo di recupero storico delle abitudini dei nostri progenitori. Non mancano le eccezioni, e cioè quelle feste religiose e non, che vivono di luce propria, o perchè maggiormente sentite dalle comunità, devote a questo o quel Santo, oppure perchè aspettate con piacere particolare dalla popolazione.

 

Le principali
festività in Sardegna

Mamuthones

Nel mese di gennaio sono due i santi che monopolizzano l’attenzione delle genti: S.Antonio Abate e S.Sebastiano. Il primo è venerato in ben 79 paesi sardi, il secondo in oltre 30. Il mese di febbraio è dedicato prevalentemente al Carnevale. Merita particolare citazione la Sartiglia di Oristano, antica giostra equestre di origini spagnole. Abbiamo poi il carnevale di Tempio Pausania (SS), di Bosa (NU), di San Gavino (CA) e di Cagliari. Particolare menzione spetta alle tradizioni carnevalizie di alcuni paesi della Barbagia che si discostano, almeno come origini esclusivamente festose dalle altre, mantenendo una forte aura mistica e cupa allo stesso tempo.

MamuthonesFra tutti il carnevale di Mamoiada (NU) con le maschere dei Mamuthones, misterioso ed arcaico incrocio di sacro e profano.

Marzo è un mese un po’ di transizione, di avvicinamento alla Pasqua. La Settimana Santa è il periodo religioso vissuto più intensamente dai Sardi; da segnalare la Processione del Lunissanti a Castelsardo (SS), ma non vi è paese dell’isola che non celebri degnamente la Pasqua Cristiana. Il culmine lo si raggiunge con i riti del Venerdì Santo e con quelli della Domenica pasquale, con la classica processione de S’Incontru, in cui Cristo risorto si incontra con la Madonna. Col mese di maggio incomincia la serie delle sagre paesane più importanti, che si protrarrà sino a metà settembre. In questo mese si tengono due tra le feste popolari più conosciute in tutta l’isola, una religiosa l’altra pagana. Si comincia il 1° maggio con la Sagra di S.Efisio a Cagliari. Essa dal lontano 1657, rinnova ogni anno in tale data il voto a questo Santo per averla liberata da una terribile pestilenza. In questa occasione giungono da ogni dove decine di migliaia di devoti al Santo, per seguirlo nella processione che dalla città giunge sino a Nora (località a circa 35 km), dove egli fu ucciso dai Romani. Il clou coreografico è nella processione cittadina, dove avviene la sfilata dei gruppi in costume, delle traccas (carri vestiti a festa trainati da buoi), dei miliziani a cavallo, e dei rappresentanti delle varie confraternite.

CavalieriIl giorno dell’Ascensione, si svolge a Sassari la Cavalcata Sarda. Essa nacque nei tempi antichi come sontuosa sfilata di costumi in onore dei sovrani in visita in Sardegna.Costume tradizionale di Bono

Nei mesi tra giugno ed agosto vi è una esplosione di feste in tutto il territorio isolano. Un po’ tutti i paesi festeggiano nel periodo estivo il proprio Santo/a Patrono/a; c’è solo l’imbarazzo della scelta: dai Santi Pietro e Paolo a S.Anna, passando per S.Giacomo, S.Giovanni Battista, S.Antonio da Padova, S.Barbara, S.Sofia, S.M.Maddalena ed altri innumerevoli. Tra le tante meritano di essere citate, la sagra di S.Costantino il 6-7 Luglio a Sedilo (OR), festa in realtà pagana che ha il suo momento più epico in “S’Ardia”, una spericolata corsa a cavallo che si svolge all’alba; vi è poi la Festa dei Candelieri a Sassari il 14 Agosto, in cui i rappresentanti dei 9 gremi cittadini attraversano il centro storico trasportando alte colonne linnee (anticamente si usavano i ceri). Infine ma non ultima, ricordiamo il 29 agosto la più importante festività religiosa di Nuoro, la Sagra del Redentore, effettuata dal 1901 a ricordo della posa di un grande statua del Cristo sul Monte Ortobene, che sovrasta la città.
Settembre, nell’anno agrario era l’inizio del nuovo anno e quindi riprendeva il lavoro nei campi. Ovvio quindi, che il numero delle feste vada a diminuire; ricordiamo la Sagra di S.Salvatore a Cabras (OR) la prima Domenica del mese. Qui viene effettuata la Corsa degli scalzi, in cui i devoti percorrono, scalzi appunto, di corsa un tragitto di circa 6 km. Ad ottobre segnaliamo invece la
Sagra delle Castagne, che si svolge ad Aritzo (NU). Novembre e dicembre chiudono questa rassegna, ricordando le celebrazioni in onore dei defunti, e alcune feste in onore specialmente di S.Lucia; Natale a parte.

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